L’aspetto mentale di qualunque dieta


Come la mente (e la sua conoscenza e padronanza) determina il successo di ogni cambiamento, inclusa una nuova dieta.

Domare la mente

Mi considero un esperto di cambiamenti. Ho cambiato tante diete. Ho vissuto in 40 posti diversi in 46 anni di vita. Ho studiato 9 lingue, ne parlo/capisco 5 abbastanza bene

Leggo dai 50 agli 80 libri all’anno, Mi piacciono le cose nuove, e per me provare cose nuove non è necessariamente difficile. Nel tempo ho imparato ad capire e domare la mia mente.

La mente vuole proteggerci, e questo è un problema.

Il nostro cervello è un organo che si è formato durante milioni di anni di evoluzione. E’ un organo che non ama cambiare, e percepisce il cambiamento come qualcosa di pericoloso. Mentre non si sono più tigri con i denti a sciabola, il nostro cervello, la mente, ci vuole ancora proteggere dall’ignoto. Per questo le cose nuove e sconosciute fanno paura.

Poi c’è il problema della sopravvivenza, la nostra mente ci vuole far mangiare perché non sai mai quando il prossimo pasto sarà disponibile. Mentre trovare il cibo richiedeva tanto lavoro e ricerca migliaia di anni fa, oggi abbiamo cibo pieno di zuccheri sempre a disposizione. La nostra mente ne è attratta, e lo fa perchè ci vuole bene e vuole farci sopravvivere. Più calorie abbiamo a disposizione più probabilità di sopravvivenza abbiamo. Almeno questo valeva prima dell’agricoltura, dell rivoluzione industriale, e dei cibi preconfezionati.

Lo stress che proviamo è un segnale che ci manda la mente per proteggerci.

L’identità e le storie che ci raccontiamo

Poi c’è la nostra identità, e le storie che ci raccontiamo.

Essere X… (grassi, vegetariani, stanchi, sfortunati, inadatti, con scarsa forza di volontà)

Queste sono tutte etichette che ci siamo attaccati addosso nel tempo e formano la nostra identità, e che dobbiamo essere pronti ad abbandonare se vogliamo davvero abbracciare il cambiamento.

Ecco perché esperimenti di 30 giorni aiutano a cambiare, perché per 30 giorni mi sforzo ad indossare una nuova maschera, per capire fino in fondo se questa nuova identità fa per me oppure no.

Prima di iniziare un esperimento, una nuova dieta, metto già in conto che proverò stress per il semplice motivo che la mia mente mi vuole tenere in vita. Lo so, e lo riesco a gestire.



Per avere successo devo rischiare, e andare contro il sistema automatico di protezione della mia Mente

Questa consapevolezza mi aiuta anche a gestire lo “sbaglio”, quando mangio la torta quando non avrei dovuto. Abbraccio la mia mente, la ringrazio per prendersi cura della mia sopravvivenza, e la prossima volta creo migliori condizioni per non cadere in tentazioni, almeno fino a che non ho solidificato la nuova identità.


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